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Barça, il ritorno del Bulldog

Barça, il ritorno del Bulldog

29 marzo 2020

Quando nel settembre di 2 anni fa ho visto correre i PSV per le calle catalane tra tavolini e gazebo ‘in movimento’ ho pensato che qualcosa (non) stesse tornando. Le conferme arrivarono un mese dopo, il 24 ottobre, in una gara interna di Coppa Campioni con l’Inter, che non doveva destare alcun acuto e che invece vide un tentativo di aggressione agli ospiti (intesi come Yomus gemellati ai nerazzurri).

Poi se qualcuno nutriva ancora qualche dubbio, 4 giorni dopo un ‘turbolento corteo’ sempre in casa nel pre-Clasico con in bella vista i simboli degli ‘sgraditi’, ‘non invitati’, ‘epurati’ o se preferite ‘mai dimenticati’ Boixos Nois e affini, con raffigurazione del compianto Josep Luis Nunez, il Presidente permissivo… un po’ diverso da Joan Laporta, che nel 2003 li bandì conducendo contro di loro una guerra quasi personale che lo portò a cambiare residenza.
Una guerra che inizialmente vinse, con l’esclusione del gruppo dagli stadi e un notevole livellamento verso il basso dei casini, forse anche perchè lo stesso gruppo venne sempre più coinvolto, a livello di vertice, da processi che col calcio non avevano molto a che fare.

Si cercò quindi in quel periodo di ‘riassegnare la Grada’ (espacio animacion de Barça) a gruppi in apparenza piu’ moderati, come forse fece anni dopo al Bernabeu Florentino Perez, con esiti, nel suo caso, che vanno dall’imbarazzante al ridicolo. E così Penya Almogarves (di tendenze indipendentiste) e Supporter Barça (ufficialmente apolitici ma vi basti guardare lo striscione per capire che e’ la legale emanazione di ben altro) insieme ad altri gruppi, presero in mano le redini del tifo andando poco dopo in contrasto a loro volta.

Attualmente pare che cori pro autonomia regionale non siano ben visti…e che non sia stato firmato il documento a sostegno dei prigionieri politici catalani a dimostrazione che vige ancora la lunga mano del Bulldog, fatta di un controllo silente ma efficace per chi non ha mai, per ideali propri, gradito Puigdemont e seguaci, nonostante a marzo scorso la giustizia spagnola, in linea con la Società, abbia confermato che materiale Boixos, Casual e Cachorros (Cubs) resterà fuori dagli impianti, ovvero alla Jarra…barra de reunion, o se preferite ritrovo nei pressi del Camp Nou ove quando gioca il Barça, la situazione per i residenti diventa pesante…

Ma torniamo, sempre per i più scettici, indietro di qualche mese, esattamente al 3/11/2018 e alla complessa trasferta in Vallecas, a casa del Rayo, la Saint Pauli madrilena, ove sentimenti come antifa e antirazzismo hanno ancora un senso, in un quartiere popolare che fa del suo ‘identitarismo’ nella piccola squadra di periferia che sfida le 2 big cittadine, un valore aggiunto. Coi Bukaneros non e’ andata benissimo ma il Bulldog non ha perso tempo per alzare l’asticella, presentandosi a febbraio a Lione in Coppa per una ulteriore prova di forza. In pratica nel settore ospiti si e’ rivisto lo striscione Boixos (o meglio 6 lettere unite che comunque davano il senso della sfida alla società e in generale della presenza, necessaria a quanto pare, dato che di fronte vi erano i Bad Gones, sempre destroidi, ma amici degli Ultra Sur).

Ad aprile si arriva all’aggressione ‘tutta cittadina’ ai cugini dei Desperdicis (con sottrazione della omonima pezza da trasfa) ovvero supporter indipendentisti di una storica squadra rionale di Barcellona nord (il St. Andreu appunto che vivacchia nelle serie minori).

A maggio la stagione si chiude con la finale di Copa del Rey a Sevilla…(casini scontati la notte prima coi Biris, con l’aiuto della United Family dei beticos, altro gruppo duro e scomodo della destra andalusa come il Frente Bokeron Malaguista).

A dicembre a Milano si avvicinano indisturbati a San Siro. Sono svariate decine. Si fanno scatti rituali, per poi esser intercettati dalle nostre fdo e portati in questura ove si faranno la nota foto a spregio.

Una settimana prima di Natale, sempre in un pre-clasico, si danno in strada con lo tsunami democratic, ovvero con gli attivisti catalani che vorrebbero la secessione, a dimostrare che la loro idea di ‘nazione’ e’ un po’ diversa e poi il 25/01, sempre rigorosamente senza scorta, si presentano a Valencia sotto gli Yomus generando un discreto scompiglio. E una discreta visibilita’…

E’ proprio questo il punto: non si nascondono piu’, e a differenza di altri gruppi scomodi ed epurati come Kob e Us, tra nuove leve e nuovi vertici (esponenti di Sabadell, Valles Occidental – Ultimo Bastion) i Boixos sembrano effettivamente tornati. E questa miopia, forse mirata del Presidente Bartomeu, piu’ attento ai litigi tra spogliatoio e dirigenza, non fa che ingrassarne i ranghi ed alzare la prossima asticella per giocarsi, ancora una volta, fuori dal rettangolo, la loro personale stagione.

di Max Monti